Cosa resta del reale quando l’immaginazione lo divora? MONSTRUM è un cortometraggio denso come una massa informe, un blob visivo e concettuale, che riflette sul confine ormai poroso tra verità e finzione, tra creazione e consumo di immagini. Nel mondo contemporaneo, in cui ogni giorno vengono generati miliardi di contenuti digitali, la comunicazione è diventata “mostruosa”: nasce dal basso, si moltiplica senza controllo, assume forme ibride, mutanti. Il film cattura proprio questo cortocircuito: un ammasso di pixel e percezioni, un fluire di volti, parole e segni che si fondono fino a non distinguere più l’autore dallo spettatore, l’immaginato dal documentato. MONSTRUM non racconta, ma ingloba. È un organismo audiovisivo che si nutre delle nostre paure e dei nostri desideri di realtà, restituendoli deformati, pulsanti, quasi vivi. Un esperimento poetico e perturbante che interroga lo spettatore: quando tutto è rappresentazione, dov’è finito il reale? E soprattutto – chi è oggi il vero mostro: l’immagine o chi la guarda?